Pittogrammi e disegnini

2 Aprile 2008

Fa parte del bagaglio culturale comune che le pitture a muro sulle caverne degli uomini preistorici, quelle che raffigurano selvaggina e animali vari, venissero realizzate a mo’ di rito propiziatorio, vale a dire: nella speranza di catturare un bel daino saporito e succulento, se ne disegna uno prima per propiziarsi una buona caccia di suddetti daini.

Intendiamoci, trattasi di teoria: gli uomini preistorici, per definizione, non scrivevano, quindi non è che uno ci abbia lasciato scritto “qui ho disegnato l’animale x perché così poi lo catturo”. Quindi potrebbe essere o non essere vero.

Questa storia dei disegni propiziatori ve la propinano a scuola quando siete bambini, ragazzini o adolescenti, e in virtù della stessa ragione (che siete bambini, ragazzini o adolescenti), vi viene taciuta l’origine della teoria. Oggi, il vostro blog preferito vi svela per la prima volta chi ha formulato questa ipotesi. Preparatevi ad una grande immensa rivelazione. Pronti? Bene.

I paleontologi che hanno ipotizzato che i disegni fossero propiziatori sono gli stessi che, quando andavano a scuola, loro, realizzavano sui banchi disegnini sconci di organi genitali in copulazione, nella speranza (cosciente o no) che ciò propiziasse loro una pulzella sessualmente disponibile, possibilmente in giornata!

Ora siete a conoscenza di un altro grande segreto. E come sempre, il sapere è potere.

Non abusatene troppo.

A presto.